Moviefilms’ McLally











{Marzo 16, 2009}   SETTE ANIME

setteanime

Dopo “La ricerca della felicità” (2006), Gabriele Muccino stringe nuovamente la mano di Will Smith e propone un film che supera i livelli del precedente capolavoro.
Sette anime, uscito nel 2008, inquadra esattamente un tema attuale coinvolgendo pareri spesso discordi. Due ore di film bastano per apprezzare una completezza che da tempo non si vedeva nelle sale cinematografiche.
Genere Drammatico. Con:Will Smith, Rosario Dawson (attrice in Sin City e Alexander) e Woody Harrelson (Terapia d’urto).
Un uomo racchiude in se un segreto che lo tortura e un piano pronto per ripristinare la serenità che poco tempo prima ha strappato accidentalmente a sette persone e a se stesso. Romantico e triste regala anche qualche piacevole sorriso.
Sembrava proprio che Will Smith questa volta, nonostante la sua bravura, stesse incalzando un ruolo a lui del tutto estraneo. Ma regista e attore sono riusciti a sorprendere tutti e a superare se stessi.
Un finale angosciante per molti, ma giusto e assolutamente perfetto per la sottoscritta.
L’unica preoccupazione è che qualcuno possa ripetere l’azione nella vita reale.
Consigliato ad un pubblico adulto, non per scene violente o paurose (suggerite dal titolo e del tutto assenti), bensì per la comprensione di scene antiparallele e per una tematica che tocca un tema importante e forte.

Voto 8



{Marzo 16, 2009}   PULP FICTION

pulpfiction

Un dipinto di arte contemporanea datato 1994 e firmato Quentin tarantino che lo vede anche tratto in una piccola scena finale. Genere Thriller, con un fantastico e giovane cast: John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Tim Roth, Steve Buscemi e il grande Bruce Willis.
Che dire di uno di quei film rientrati per la critica nella lista dei capolavori d’autore?
Quando l’ho stretto tra le mani sfoderavo il sorriso di colei al quale stava per essere aperta la porta verso il vero e autentico cinema, ma dopo i primi dieci minuti, ho quasi creduto di aver sbagliato film.
E bene si, sfortunatamente “Pulp Fiction” sta per essere criticato a quindici anni di distacco e assume l’aspetto di un entusiasmante FLOP.
Riprese in auto simili ai noti film in taxi degli anni sessanta, l’auto ferma e il video che rulla sul posteriore. Una trama priva di contenuto, storie mal connesse tra di loro. Potrebbe essere considerato un esperimento per la riuscita di un fax-simil del 2005 “Sin City” con regista qualcuno che è riuscito a incassare e incuriosire tanto quanto ma con successo e un’ originalità adeguata, Frank Miller. Troppo lungo, difficile da seguire persino per gli appassionati di polizieschi.
Scandaloso? Assolutamente no. Gli anni trascorsi hanno censurato e polemizzato sempre e solo per innalzare le quote e la vendita dei biglietti al cinema, ma questa volta non c’è motivo che regga.
Due delinquenti, un pugile e una coppia di rapinatori di tavole calde le quali storie si intrecciano tra loro, non possono tirar su qualcosa che non esiste.
Complimenti al cast, senza il quale questo film sarebbe divenuto il flop storico per eccellenza.

Voto 4



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