Probabilmente i fan di Verdone, coloro che hanno seguito l’intera sua carriera di regista e attore, non condivideranno il mio commento sul film. “Grande grosso e Verdone” non è stato per nulla uno dei miei preferiti, contrariamente a Manuale d’amore 2, del quale mi sono sorpresa, ma forse anche perché il cast è stato più utile di quanto Giovanni Veronesi potesse immaginare. E bene da ciò è deducibile che abbia stimato sempre Verdone come attore e un po’ meno come regista.
“Io, loro e Lara” è stato di un ironia genuina e per nulla volgare, eccetto qualche parola che ormai è rientrata nel gergo comune e quindi spesso inevitabile. Lo reputo uno dei migliori lavori di Verdone degli ultimi anni, diciamo da ‘95 ad ora. Affronta dei temi impegnativi e difficili da lasciar comprendere sotto l’ottica della comicità che rischia di banalizzare a volte anche le cose più importanti, ma credo che Verdone sia riuscito bene nel suo scopo, nonostante le critiche poco positive.
Un prete missionario incompreso e in crisi di ritorno dall’Africa (Carlo Verdone), un padre che ritrova il vero amore ad un’età ormai tardiva (Sergio Fiorentini), Lara, una ragazza madre dalle tante facce (Laura Chiatti), un fratello in borsa, sniffatore (Marco Giallini), una sorella psicologa (Anna Bonaiuto) con una figlia di strane tendenze, e infine una presenza essenziale in ogni film che miri alla reale comicità, Angela Finocchiaro, assistente sociale che si occupa di valutare la vita di Lara per essere certi che sia nelle condizioni perfette per mantenere e crescere nel migliore dei modi il figlio.
Tutto questo in un contorno di critica verso l’importanza della famiglia, i pregiudizi sugli emigrati, sull’amore, sulla figura del prete, sulle condizioni di miseria e su cosa possa portare tanta gente a preferire il marciapiede o lavori poco puliti per la semplice possibilità di vivere sotto un tetto.
Riguardo la critica di Vittorio Messori, io risponderei che Verdone ha dato anche più di ciò che lo spettatore potesse immaginare, che il modo in cui lui ha giudicato il personaggio che rappresentava “nichilista” è dovuto al fatto che abbia guardato il film con gli occhi di persone come Lara o i vicini di casa, non captando quindi certi dettagli importanti e visibili ad una mente che naviga a 365 gradi. Gli consiglio di rivederlo!
CURIOSITÀ:
Questa è una delle critiche che ha reso al meglio l’idea del film e che consiglio a tutti di leggere:
http://www.mymovies.it/film/2010/ioloroelara/
Il film è dedicato al padre, Mario Verdone, importante critico cinematografico, (27/07/1917-26/06/2009).
Silvia Verdone, sorella di Carlo, è la moglie di Christian De Sica.
Nel 2005 ha ricevuto il Ciak d’oro come miglior attore protagonista per Manuale d’amore.
VOTO: 7





































