Questo avviene quando il cinema riprende ad essere Arte, cultura, e realtà. Avviene quando una storia vera nella sua semplicità merita di essere condivisa, non tanto per comprendere un dramma, bensì è una delle rare volte dove le storie tristi non vengono sfruttate per i soldi alle casse cinematografiche ma vengono narrate con una chiave di umorismo travolgente e nascondendo la cruda realtà dietro un sentimento che va oltre il dolore. “Quasi amici” non è la vicenda di un uomo paralizzato schiavo della sua sedia, è il racconto di un’amicizia straordinaria, dolce, umile che abbatte le barriere del pregiudizio, dell’ipocrisia e soprattutto della pietà, quella pietà che rende diversi, piccoli, e accentua ancora di più i problemi di persone che in realtà hanno ancora tanta voglia di vivere e riescono a farlo anche quando tutti riservano loro la corsia di emergenza trattandoli come deboli, quando nella realtà hanno spesso più forza di quanto ne abbia uno che da debole non riesce neanche a guardare. La forza risiede nel dono di un sorriso sincero che riempie il cuore di vita, più di quanto possano fare cento braccia che alzano e spostano un corpo per il semplice scopo di doverlo fare, l’amicizia invece solleva quel corpo e lo fa volare, sognare, ballare, piegare dalle risate, l’amicizia lo rende libero.
E’ una commedia drammatica? No, è solo una commedia che regala qualche lacrima non di tristezza o di amarezza, ma semplicemente di tenerezza.
Sono rimasta molto colpita dalle colonne sonore del film, una serie di melodie di genere classico sovrapposte a volte a frammenti di musica ben nota. Anche chi come me non si è mai prestato e soffermato sull’ascolto di tale musica, apprezzerà senza alcun dubbio Ludovico Einaudi.
Girato in Francia ed uscito nelle sale nel 2011, scritto e diretto da Éric Toledano (regista), film meraviglioso e meritevole di essere ancora proiettato in tantissime sale cinematografiche d’Italia da mesi.
Ottima l’interpretazione dei due attori protagonisti François Cluzet e Omar Sy, quest’ultimo ha vinto, con la nomina di migliore attore, il premio “César” (2012) e “Lumiere” (2012), ed entrambi sono stati premiati dal Tokyo International Film Festival 2011 come miglior film e migliori attori protagonisti.
Oltre le righe scritte c’è molto di più che viene raccontato nel film, temi che si aprono su strade già conosciute e spesso complicate.
Insomma, se qualcuno non è ancora andato a vederlo, corra subito, si porterà a casa qualcosa di nuovo, inaspettato, e un sorriso.
VOTO: 9

































